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Al Cierrebi Gianluca Tucci ha pronunciato le prime parole da coach del Gira. “Alleno da quando avevo ventitrè anni, non ho paura e mi piacciono le responsabilità: è giusto che da parte della società ci sia un monitoraggio continuo e sono pronto per questo nuovo corso. Mi piace essere in discussione ogni settimana, se no non avrei scelto di fare del basket la mia vita”, esordisce l’ex enfant prodige della panchina, sedici anni di esperienza tra Legadue e A Dilettanti.

“Ringrazio Sabatini, Faraoni e Di Giansante per la fiducia. Per me favorire il passaggio di alcuni giovani dal settore giovanile alla serie A sarebbe un grande onore. Arrivo in una delle piazze più ambite – e non solo perché Bologna è Basket City – in una società da sempre all’avanguardia per modo di lavorare e serietà, che non ha mai fatto il passo più lungo della gamba. In passato ho affrontato il Gira quando ero ad Argenta, ma anche a Caserta e Trapani”.

Insomma, Tucci, che in regione ha allenato solo ad Argenta e nella passata stagione era a Montecatini, conosce bene la realtà che andrà ad allenare. Il roster è in fase di definizione, ma l’età media sarà sicuramente molto bassa: in altre parole, la mano del coach avellinese si vedrà sicuramente.

“Questo nuovo corso intrapreso dalla Virtus è difficile, soprattutto al primo anno. Con il diesse Giovanni Setti sono entrato molto in sintonia anche se ci conosciamo solo da pochi giorni. Per quanto riguarda la squadra, l’idea è di tenere il gruppo Under 19 della Virtus in uscita dalle giovanili, a cui aggiungere un paio di elementi con esperienza nella categoria e funzionali. Vedrete una squadra aggressiva con gente molto motivata, questo è certo. Masciadri? Stiamo valutando (probabile il doppio tesseramento Virtus-Gira, ndr)”, spiega Tucci, che la settimana prossima sarà in Lituania per l’Europeo Under 18, come vice del ct Antonio Bocchino. I senior che arriveranno potrebbero essere un play, una guardia e un centro. “Ma dovranno andare alla stessa velocità della squadra”, conclude Tucci. Per il 16 agosto è fissata la data del raduno.

“Purtroppo per lui – scherza Di Giansante – arriva dopo una stagione molto buona e il termine di paragone potrà essere difficoltoso. Ci sono però le condizioni per lavorare bene, avrà l’appoggio di tutti e io, personalmente, mi auguro di vedere una squadra giovane che faccia divertire” mentre Sabatini lo definisce “un ottimo professionista, che farà parte di una squadra per un progetto pluriennale: puntiamo alla crescita, ma se capita la Legadue non la si rifiuta”.

Il Resto del Carlino - Giovedì 15 luglio 2010

Attesa e tensione per il popolo della Fortitudo nell’ultimo giorno utile per presentare alla Com. Tec. le documentazioni per iscrivere la società alla Legadue. Nel pomeriggio su Punto Radio il Garante dei Tifosi, Nino Pellacani, invita a continuare a versare mentre la mezzanotte si avvicina senza colpi di scena da parte del presidente Sacrati. “Bisogna fare una legge ad hoc per la Fortitudo, perché se la merita. Io la mia parte l’ho fatta”, propone in radio il grande ex, Gianluca Basile.

Oggi alle 19,30 ci sarà la prima Assemblea generale dell’Associazione Per amore, solo per amore, presso il circolo Benassi di Bologna e il presidente di Ascom, Giancarlo Tonelli, garantisce l’impegno in prima persona. “In questi giorni occorre restare calmi, lucidi e compatti. Aspettiamo di conoscere il responso ufficiale della Com. Tec e del Consiglio Federale, io farò tutto il possibile per garantire un futuro alla Fortitudo. Un futuro che – nel giro di pochi giorni, qualora il tentativo di Sacrati dovesse fallire – non può che passare attraverso un impegno che veda unite le forze tra S. G. Fortitudo, l’associazione dei tifosi e quegli imprenditori fortitudini allontanatisi in questi anni per sfiducia nei confronti di Sacrati. Se ci sono, ora, è il momento di battere un colpo”. Un accordo a tre, lo definisce Tonelli, che parteciperà all’Assemblea. “Come socio, perché anch’io ho versato un piccolo contributo e mi pare giusto esserci. È evidente a tutti, per la straordinaria risposta della sottoscrizione, che la F non morirà”.

Impegnato fuori Bologna, non ci sarà Giancarlo Tesini, presidente della polisportiva S. G., che attende di vederci chiaro. “Se non c’è la radiazione resta in pista Sacrati, e questo è un problema. Altrimenti il titolo potrebbe essere riassegnato alla casa madre. Bisogna vedere quale decisione assumerà il Consiglio Federale, questa è subordinata alla situazione debitoria verso la Federazione e la presenza o meno di lodi. Le responsabilità sono tutte di Sacrati e non riconducibili a noi. A parte il rammarico, tutta la nostra solidarietà va ai tifosi, un retroterra di sportivi e giovani che si sono imbarcati in una sottoscrizione che sta avendo un grosso successo, un qualcosa che nella pallacanestro italiana solo qui può succedere. Mi auguro che la Fip tenga conto di questo patrimonio. Adesso si apre una fase nuova”.

Pellacani invita a non mollare. “Si può pensare di andare a Roma, di cercare un dialogo, ma a Bologna ormai di dialoghi non se ne trovano più. Chiedo a tutti di continuare a versare perché non finisce niente oggi, dobbiamo dare un segnale forte alla Fip, al commissario Cancellieri, a tutti bisogna testimoniare la nostra passione”.

Il Resto del Carlino - Mercoledì 13 luglio 2010

“La Fortitudo stasera è stata umile e concentrata. Io penso che se a queste qualità aggiungiamo fiducia, convinzione e magari 1500 bolognesi possiamo andare a Forlì per giocarcela”. Chi parla è Alex Finelli, agguerrito come i suoi ragazzi, che invoca i tifosi per l’esodo di mercoledì sera. “Rispetto a gara tre, ora abbiamo ventiquattr’ore in più per recuperare. Ormai – spiega – ci conosciamo a memoria con i nostri avversari, so cosa dobbiamo fare nella ‘bella’ e so che queste ore extra danno maggiori vantaggi a noi rispetto che a loro: devo ringraziare lo staff di medici e fisioterapisti, perché oggi eravamo al meglio”. La Fortitudo, infatti, sul piano atletico ha vinto la sfida con i romagnoli. “Abbiamo espresso un’intensità di ottimo livello, mettendo in campo intensità e concretezza, giocando con la giusta carica emotiva: sono stati 40’ di altissimo spessore. Questi ragazzi se ne meritano altri quaranta di grandissima adrenalina e chiedo a tutto il nostro popolo un ultimo sforzo”. La Effe è sempre stata al comando dopo lo 0-2 iniziale, ma qualcosa non ha comunque funzionato: percentuali da tre ancora una volta non entusiasmanti e Muro ancora fuori gara. “Da tre non stiamo tirando bene, ma non so ancora come andrà gara cinque… Muro? Dentro di sé ha tutte le risorse per disputare una buonissima partita per talento, esperienza e i tanti campionati che ha già vinto. Sostituirlo con Losi? Non mi è mai entrato neanche nell’anticamera del cervello”.

A Forlì sarà un’altra gara, anche per quanto riguarda l’ambiente. Il coach della Vem Sistemi, Di Lorenzo, punta il dito contro gli arbitri. “Si è capito fin dal primo secondo qual era l’andazzo. Ci siamo subito innervositi, anche per colpa mia, e abbiamo fatto la figura dei cornuti e mazziati: abbiamo preso le botte dall’inizio alla fine e ne faremo tesoro per mercoledì”. Gilberto Sacrati ha seguito l’incontro in tutta la sua durata e andrà a vedere anche gara cinque. “Sono tornato sperando di portare bene ed è andata così, e a Forlì penso proprio di andarci”. Nessuna parola, invece, sulla situazione economica del club. “Sul futuro lasciamo finire prima il campionato: ne parleremo dopo gara cinque”, conclude il presidente dell’Aquila.

Il Resto del Carlino - Lunedì 14 giugno 2010

Agonismo ed emozioni per una partita fantastica, usano lo stesso aggettivo Alex Finelli e Stefano Salieri per commentare l’atmosfera di gara due. Il coach della Fortitudo è rinvigorito dal successo esterno che cancella Castelletto mentre il coach degli arancioneri, orgogliosissimo dei suoi ragazzi, è rammaricato per qualche decisione arbitrale nel finale. Stefano Dall’Ara, l’amministratore delegato del Gira, anticipa tutti in sala stampa per ringraziare la squadra dei carabinieri di Ozzano gestita dal comandante Obino “per il lavoro meraviglioso e aver permesso di giocare senza alcun tipo di tensione”. Poi tocca a un provato Finelli: “È stato uno spettacolo bellissimo, per quarantacinque minuti le squadre hanno espresso altissima intensità e il Gira ha disputato una gara di alto spessore: non so se in questa lega esistono test a livello agonistico più probanti di questo”. Dal PalaGira sono arrivate ottime indicazioni in ottica futura. “A Castelletto quando gli avversari ci hanno messo le mani addosso abbiamo avuto un calo di tensione, non oggi. C’è stato un attimo di scoramento, ma sono emblematici i recuperi, le ginocchia sbucciate e il sacrificio di Lamma, uscito con i crampi. Anche Gigena è stato straordinario, per positività, rimbalzi, per tutto. Nella cassetta degli attrezzi dobbiamo tenere questa capacità di essere solidi in trasferta nel finale: martedì torniamo in palestra”. Amarezza nelle parole del presidente del Gira, Di Giansante. “Bellissima partita, siamo arrivati vicini alla vittoria: che peccato”.

E poi Salieri. “Siamo grati alla società per aver giocato qui, nel nostro palasport. Stasera abbiamo tirato due volte per vincere, la squadra ha fatto ancora un passo avanti, giocando con cuore e carattere un match di grande qualità. La Fortitudo ci ha battuto quattro volte su quattro, ma penso che meritavamo di arrivare alla bella, come premio per i ragazzi. Nel finale il quarto fallo di Perego su Cittadini ci ha penalizzato: è stata una fischiata pesante. Ma sono contento: questo è uno dei gruppi che mi ha dato più soddisfazioni, resterà anche nel cuore dei tifosi”.

Il Resto del Carlino - Domenica 16 maggio 2010

La Fortitudo riesce a fare il gioco che le è più congeniale e al Gira non resta che leccarsi le ferite in vista di gara due. Contento per la prova della sua squadra per le indicazioni ottenute al di là del più ventitrè finale e consapevole che sabato a Ozzano non sarà una passeggiata, Alessandro Finelli elogia tutti, primi attori e comprimari. “È stata un’ottima gara, direi positiva sia dal punto di vista difensivo che offensivo, forse una delle migliori della nostra stagione”, esordisce il tecnico biancoblù. Tra i dieci impiegiati ha una parola speciale soprattutto per il capitano, che anche le statistiche premiano con 23 di valutazione. Ma Finelli loda Lamma soprattutto per il carisma messo in campo. “Mi piace segnalare Davide a livello di leadership, perché sul campo dà un grande esempio e magari fa quelle piccole che non si vedono guardando i tabellini o la partita. Ad esempio si è preso cura di Prandin, perché dietro a quel 5/15 dal campo del giocatore del Gira ci sono i suoi anticipi e la sua aggressività. E in più da vero play è stato anche la guida del nostro attacco e tutta la squadra ha preso ad esempio il suo atteggiamento”.

Nel primo tempo la Fortitudo ha trovato pericolosità da tutti e ha mandato a segno i nove giocatori impiegati. Sicuramente un buon segnale, quando a tutto ciò si aggiunge il 64 per cento da tre ecco che la prova offensiva rasenta la perfezione. “Tutti – continua Finelli – hanno prodotto cose importanti. Da Malaventura, che è stato colpito da un virtus nel pomeriggio e ha giocato anche se non in perfette condizioni fisiche, a Micevic che è partito bene, trovando fiducia con quelle due triple. Sorrentino ha fatto un gran lavoro in ogni angolo del campo, e potrei continuare con Quaglia, bravo a dare respiro a Cittadini quando era gravato dai falli. Dalla panchina, poi, è uscita tutta l’esperienza di Muro e Gigena”.

Finelli – uscito tra i cori della Fossa – sottolinea l’unità del gruppo. “Sempre a testimonianza delle qualità morali che si stanno rafforzando nel gruppo, Muro oggi ha giocato senza maschera. Qualche rischio, a dire il vero, c’era, ma è un segnale: ha voluto giocare senza un attrezzo che avrebbe potuto limitarlo e tutto ciò dà fiducia al collettivo. In generale questa prova ci dà fiducia, perché abbiamo fatto buone cose con continuità”. Si pensa già a gara due. “Che vinci di venti o di uno – conclude Finelli – ai playoff non cambia niente e si riparte da zero. L’ultimo test esterno a Castelletto Ticino secondo me è stato mediocre e ad Ozzano mi attendo un approccio diverso”.

Il Resto del Carlino - Lunedì 10 maggio 2010

“È una partita facile da commentare: la Fortitudo ha dominato, partendo fortissimo, fin dal primo quarto, e dando quindi una direzione al resto della gara”, esordisce così Stefano Salieri, obiettivo nell’analisi di una gara che i suoi ragazzi non sono riusciti a giocare alla pari come nei precedenti confronti in campionato. Gli arancioneri vengono bruciati in partenza e nel primo tempo, in cui la Effe realizza ben 54 punti, gli svantaggi oscillano tra i quattordici e le venti lunghezze. “Non abbiamo avuto un impatto importante e abbiamo sofferto fisicamente in ogni ruolo, perdendo in ogni accoppiamento, a parte Perego e Casella. La Fortitudo ha vinto senza problemi per meriti suoi mentre noi siamo questi e non è che possiamo pensare di cambiare. Oggi abbiamo subito più del normale in difesa, abbiamo provato a contrastare Cittadini ma è esploso Micevic (10 punti tutti nel primo tempo, ndr)”. Non è, comunque, nell’area pitturata che il Gira ha subito, ma soprattutto dal perimetro. Il vantaggio iniziale della Fortitudo è frutto degli scarichi e di buone circolazioni di palla che hanno trovato spesso un giocatore smarcato e la difesa spiazzata. Probabilmente Salieri ripartirà da questo aspetto per gara due perchè per impensierire Malaventura e compagni occorre una difesa più attenta. “Tra noi e loro – spiega – ci sono delle differenze di impatto fisico: i nostri avversari sono stati bravi a metterci le mani addosso e a pressare i nostri playmaker. Lamma è stato l’esempio e il capitano trascinante della squadra”.

Al PalaGira coach Salieri si attende tutt’altra partita. “Ora si azzera tutto e si riparte. Dobbiamo fare tesoro degli errori e cercare di dare il meglio di noi. La Fortitudo strutturalmente e per esperienza, fisicità ed organico è nettamente più forte. Abbiamo giocato contro tre volte e abbiamo sempre perso, questo è un dato di fatto. Questa gara non ci dà un’iniezione di fiducia, ma sabato si gioca da noi…”. E così Ranuzzi – fischiato dal pubblico dopo un faccia a faccia con Muro – e compagni cercheranno di portare la serie alla ‘bella’. “Abbiamo fatto una grande stagione, cerchiamo di allungarla, dando tutti il meglio di quello che abbiamo dentro”, lancia un messaggio ai suoi coach Salieri, che attende la rivincita.

Il Resto del Carlino - Lunedì 10 maggio 2010

“È stato veramente uno spettacolo”, e se a dirlo è Stefano Salieri, il coach della squadra uscita sconfitta, c’è fidarsi. “Una gara di altissimo livello – concorda Alex Finelli – tra due squadre che sono cresciute col passare dei minuti. C’era coach Recalcati a vedere e penso che questa partita sia stata più bella di molte altre che si vedono in LegAdue”. E magari anche in serie A per energia e ritmo, atmosfera, con – ovviamente – giocatori italiani protagonisti.

“Il primo pensiero va alla fantastica cornice di pubblico: è stata una bellissima festa dello sport e della pallacanestro bolognese. Il secondo va a ‘Micio’ Blasi e a Marco Marchetti, due ragazzi che ho avuto la fortuna di conoscere”, esordisce coach Finelli. “La partita è stata bellissima, ha avuto un grandissimo contenuto agonistico e a renderla ancora più bella sono stati contenuti tecnici di altissimo livello. Di solito partite come questa, giocate davanti a tanto pubblico e con una forte componente emotiva, non sono così belle. E più si avvicinava il quarantesimo più miglioravano le percentuali di tiro, diminuivano le palle perse ed entrambe le squadre trovavano buone soluzioni, nonostante avessero di fronte delle difese aggressive ed intense”, racconta, emozionato, l’allenatore della Fortitudo. Che poi indica nella buona circolazione di palla la chiave per la vittoria. “Per noi è stata decisiva la capacità di muovere la palla: i miei hanno giocato con buona lucidità anche nei momenti di pressione per trovare buoni tiri e Cittadini ha messo intimidazione dentro l’area. Questa prova è sicuramente confortante dal punto di vista dell’unione e delle scelte: ci dobbiamo preparare a partite come queste”.

Coach Salieri si prende gli elogi del collega e contraccambia. “Complimenti alla Fortitudo, che per vincere ha fatto davvero una grande prova. Perché i miei ragazzi, stasera, hanno fatto proprio un partitone. Sono veramente contento e mi fermo ad analizzare solo l’aspetto sportivo”, dice il coach del Pentagruppo con una nota polemica verso alcune decisioni prese dagli arbitri nei minuti finali. “Abbiamo perso ottenendo una valutazione migliore e questo testimonia la bontà della nostra gara di spessore e qualità in casa della Fortitudo. Da parte dei miei non c’è stata paura di vincere: sul +7 Cittadini ha messo quella tripla, poi nel finale Malaventura ha messo un altro canestro da otto metri. Cosa dire? Bravo lui”. Resta il rammarico. “All’andata avevamo giocato tre quarti alla pari, oggi siamo stati in gara fino alla fine. Peccato, la vittoria sarebbe stata il giusto premio per i ragazzi”.

Il Resto del Carlino - Domenica 21 febbraio 2010



Come per tanti bambini, il calcio è stato il suo primo sport: normale, quando in famiglia tutti giocano a pallone. Fino a dieci anni anche Gabriele Fin ha seguito le orme di papà e zii, poi ha abbandonato la tradizione per darsi al basket conquistando, negli anni, uno scudetto giovanile, la chiamata della Fortitudo e una partenza in quintetto in A1. Adesso il ragazzo che si ispira al ‘Baso’, classe 1990, è sbarcato nelle minors, a Trebbo.

Fin, partiamo dal calcio.
“Mio padre Alessandro ha giocato in Eccellenza e Promozione, e ha anche allenato a questi livelli. Anche i suoi due fratelli giocavano: lo zio Oreste ha allenato a Crevalcore e più di recente a Medicina. Io ho iniziato a giocare a calcio a sei anni ma poi, grazie a Giacomo, mio compagno di classe e migliore amico, e a suo nonno ho conosciuto la pallacanestro: è stato nonno Pietro a insegnarci”.

E così è passato dalla Pontevecchio calcio alla Pontevecchio basket.
“Ho iniziato a dieci anni e ho fatto parte del mitico gruppo dei ’90 che vinse il titolo italiano nella categoria Bam, un gruppo bellissimo a cui sono legate soddisfazioni, tanti bei ricordi e amicizie. Poi a sedici arrivai in Fortitudo alla corte di Maurizio Ferro, che mi volle fortemente”.

L’anno scorso a Pesaro è anche partito in quintetto.
“Sì, Pancotto l’aveva annunciato in conferenza stampa, ma io ero a Pesaro, non avevo letto i giornali e non lo sapevo; l’ho appreso dai miei amici, tra chiamate e sms. Quando nel discorso pre-partita il coach ha detto lo starting five un po’ me l’aspettavo poi, però, ci ho messo quattro azioni per rompere il fiato”.

Chissà che emozione.
“Stupenda, anche se purtroppo abbiamo perso: la Fortitudo è la mia squadra del cuore. Per quanto riguarda il calcio, sono tifosissimo del Bologna e di Marco Di Vaio. Gianluca Basile è il mio giocatore di riferimento: del ‘Baso’ amo i tiri ignoranti e mi ispiro a lui. Ma l’unico poster che ho in camera è di Max Biaggi”.

Adesso è passato in doppio tesseramento a Trebbo, sempre in biancoblù.
“A inizio anno volevo giocare le mie carte in Fortitudo per essere nei dieci, ma ho giocato poco, e coach Finelli mi ha consigliato così, per mantenere il ritmo partita e fare un’esperienza in più. Ora continuo a lavorare con la Effe mentre a Trebbo mi alleno il giovedì – in cui faccio tre sedute di allenamento – e il venerdì. Il tempo libero non è tantissimo, mi piace vedere film e ascoltare musica, hip hop e r&b, e poi studio: sono al primo anno a Scienze motorie”.

Sabato nel derby con la Salus ha scritto 20 sul tabellino.
“Il primo tiro è andato dentro, e se entra il primo dopo tutto viene più facile. Ora siamo a quattro punti dai playoff: è quello il nostro obiettivo. Per quanto riguarda la Fortitudo, il gruppo è forte e unito, e siamo primi”.

Un domani dove le piacerebbe giocare?
“Sono sempre legato alla Fortitudo, quindi devo ragionare con loro, però c’è un sogno che sto cullando da un po’, anche se appare irrealizzabile. L’idea di fare anche solo un anno in un college degli Stati Uniti, vedere come si vive e com’è seguito il basket mi appassiona un sacco”.

Il Resto del Carlino - Giovedì 18 febbraio 2010

Tre quarti alla pari, poi la svolta. Con Malaventura e i pick and roll di Lamma che hanno rivitalizzato un Cittadini fino a quel punto deludente. "Abbiamo vinto una partita difficile contro la terza in classifica. Ci sono voluti tre quarti per trovare il bandolo della matassa - rende onore agli avversari Alex Finelli - perchè il Gira ha giocato una gara di grande spessore, sopra le righe. Siamo stati guidati da Malaventura e Muro, che hanno selezionato bene i tiri e di questa partita mi è piaciuta la voglia di uscire dalle difficoltà. Abbiamo imparato dalle difficoltà e ci siamo adattati, crescendo col passare dei minuti e tirando con percentuali eccellenti. La panchina non ci ha dato molto, ma in incontri come questo ci sta che siano i veterani a prendere per mano la squadra".
Una bella serata per coach Finelli, accompagnato dagli olè del pubblico nei minuti finali. "Come previsto è stata una bella giornata di pallacanestro per Bologna: è stata bello vedere quanto affetto Gira e Fortitudo stanno ricevendo, in una sera in cui il pubblico magari è abituato a vedere l'Eurolega".
Palle perse rimbalzi offensivi subiti: il tecnico della Fortitudo analizza gli aspetti in cui la squadra ha sofferto tributando meriti agli avversari. "Le nostre 24 perse, di cui 13 dai nostri play, riflettono la loro aggressività: proprio per questo abbiamo fatto una partita ad intermittenza. Il Gira ha messo in mostra una pallacanestro tipica dei college americani, con cambi sistematici e raddoppi, un gioco che in Italia fanno in pochi, che non ci ha permesso di sviluppare il nostro solito sistema. Ma mi è piaciuta l'abilità di entrare in partita nel finale: negli ultimi 13' abbiamo prodotto un basket di buon livello".
La Fortitudo si conferma imbattuta e Finelli fa bene a vedere il bicchiere mezzo pieno. Anche se gli aspetti su cui lavorare non mancano. "Nel primo tempo abbiamo sofferto a rimbalzo e così abbiamo provato con la zona a proteggerci, ma il Gira ha tirato molto bene da tre e ci ha messo in difficoltà. Considero molto buoni i 33' di Cittadini, che finalmente non ha avuto problemi di falli. Oggi era difficile coinvolgere Gigena, ma deve solo ritrovare fiducia con qualche canestro da tre, mentre Sorrentino deve lavorare sulla gestione delle palle perse".

Il Resto del Carlino - Giovedì 12 novembre 2009

"Temevo l'impatto di fronte a una cornice così bella e spettacolare di pubblico ma i miei bimbi hanno risposto presente", non nasconde la sua soddisfazione, Stefano Salieri, a fine gara. Non è arrivato il successo nella partita impossibile ma la prova è stata di grande temperamento e i suoi ragazzi hanno venduto cara la pelle, mettendo in campo una gran faccia tosta. "Per tre quarti abbiamo giocato bene di squadra, vincendo due tempini e questo è positivo. Poi, dopo l'antisportivo (di Rosignoli, ndr), ci siamo 'sgranati' su Cittadini, che ha finalizzato molto bene sui giochi di Lamma, e Malaventura; nel primo tempo, invece, era stato Muro a fare pentole e coperchi". Il Gira ha colpito anche per il gioco espresso. "Il nostro campionato è oggi molto positivo anche su questo aspetto. Ma ora, dopo tre trasferte consecutive, dobbiamo pensare a recuperare le tante energie spese contro una squadra molto fisica e allo stesso tecnica come Fortitudo, che ha disputato una grande partita. La partita di sabato con Treviglio sarà molto importante per noi". Passando ai singoli, nelle fila degli arancioneri due giocatori, Rosignoli e Ranuzzi, sono andati in doppia cifra. "Siamo forse mancati nei giocatori di esperienza ma ho avuto buone indicazioni da Diviach e Rosignoli, che ha dato continuità alla prova di Riva del Garda".

Il Resto del Carlino - Giovedì 12 novembre 2009